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Il fast chiama, lo slow risponde

Siena, il 2001 si apre nel segno di Cantine e Wine-bar.

Le cantine si tirano a lustro, in vista di aperture di prestigio e di un’altra primavera da attrazione fatale per gli appassionati. Ma intanto c’è da sbarcare l’inverno: i più rinviano ancora di qualche weekend l’appuntamento con la scoperta del territorio, ripiegando piacevolmente su un riparo serale in qualche accogliente rifugio del gusto. Che in Toscana può prendere il nome di Vinaio, o di Osteria, se non proprio di Enoteca o “Wine-bar” come sceglie chi è più à la page. Chiamiamolo come vogliamo, è questo sicuramente uno dei tanti percorsi possibili per la scoperta di una singolare regione. E della terra di Siena, in particolare: qui i locali-da-vino si presentano come il vero fatto nuovo del 2001, una tendenza destinata a rafforzarsi nel corso dei prossimi mesi. Due nuovi locali nel cuore del capoluogo, uno alle pendici del Monte Amiata. E prossimamente, un innovativo salotto in piazza del Campo. Dati alla mano, il nuovo anno nel Senese si è aperto all’insegna di “cantine” di nuova concezione destinate ad allargare l’offerta di punti d’incontro, se non proprio a rivoluzionarla, in misura crescente. Iniziative indipendenti e per certi versi anche molto diverse tra loro, ma accomunate da una volontà d’intrattenimento all’insegna del degustare tipico, senza fretta. E possibilmente in ambienti che allietino l’occhio, oltre al palato. Una “filosofia” destinata a manifestarsi in modo spettacolare in primavera, nella piazza-simbolo di Siena. Solo allora verrà svelato, infatti, il contenuto dell’avveniristico “non solo wine bar” che non ha ancora un nome ma di cui si parla da tempo e che è attualmente in fase di allestimento. Probabilmente i battenti saranno aperti già da maggio nei pressi della Mossa, ovvero il punto nel quale si allineano cavalli e fantini prima di correre a rotta di collo il Palio. Qui, etichette scelte locali e pietanze toscano-cosmopolite verranno preparate e servite in un ambiente articolato in una doppia dimensione di fruizione. All’aperto pochi tavoli per un siparietto marcatamente slow, all’interno uno spazio piccolo ma “vitale”, pensato per diventare un vero meeting point del buon gusto, incorniciato da un intervento di arredo artistico ad opera di un famoso artista: come, chi e cosa restano per ora top secret.

Solo da pochi giorni, invece, si è rivelata la novità del Monte Amiata. Nel cuore di Abbadia San Salvatore, principale centro del comprensorio ha aperto “La Confusa”. Un locale come questo non c’è mai stato, sotto il monte che fu un vulcano. Anche se La Confusa è nata pensando a qualcosa che c’era, e non c’è più: “fino a quindici anni fa i badenghi faceva merenda in osteria, ad Abbadia ce n’erano diverse – racconta Paolo Pizzetti, ideatore dell’iniziativa – oggi per fare uno spuntino saporito non si trova nulla prima di Bagno Vignoni. Vogliamo recuperare quella tradizione, associandola alle preferenze dei nostri tempi”. Così ha preso vita il locale che prende il nome dal più famoso degli stornelli badenghi, un “confuso mix” di arie popolari dei tempi andati. Pizzetti, 39 anni, un passato da cantiniere e sommelier, ha realizzato un piccolo ed accogliente rustico, 45 metri quadri circa con sei-sette tavolini: qui c’è spazio per gli assaggi di cinta senese o di prelibatezze al cinghiale. Oltre che, naturalmente per i vini: “puntiamo su Nobile, Brunello, Rosso di Montepulciano e qualche Chianti – afferma Pizzetti – a chi gradisce, proponiamo anche del Tocai”.

Torniamo ora verso il capoluogo. Su via Banchi di Sopra, il vero Corso di Siena negli ultimi giorni del Duemila si è affacciata la “Cantina dei Tolomei”: è nata per volontà di due giovani contradaioli, uno della Torre, l’altro della Civetta. A

In collaborazione con: Winereport