La Toscana ha un primato invidiabile: produce i vini italiani più esportati del mondo, grazie a vigneti che nascono e crescono in una fortunato connubio di climi temperati ed ambienti favorevoli. Scoprite i luoghi nei quali degustare o acquistare il migliore Chianti DOCG, il prezioso Vinsanto, il raro Gallo Nero, il prestigioso Brunello di Montalcino.
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L'Osteria del Vecchio Mulino

Questa puntata dei "locali del vino" ci porta a Castelnuovo Garfagnana, “capitale” appunto della Garfagnana, l’ampia valle che da Lucca si estende verso l'Appennino, vero e proprio cuore verde della Toscana settentrionale. Arrivando da queste parti l'idilliaco e un po' stereotipato paesaggio toscano delle dolci colline gialle e verdi cosparse di casali lascia il posto a dirupi, rocce, vegetazione verdissima e invadente, strade tortuose, villaggi appollaiati, e, tutt’intorno, alle Alpi Apuane e agli scorci dei picchi appenninici. La destinazione è un locale atipico: un bar-alimentari-enoteca-gastronomia che alla normale attività di vendita associa due o tre tavoli dove si possono gustare le specialità gastronomiche (locali o meno) ed i vini della fornita cantina.

Particolarità dell’Osteria del Vecchio Mulino, oltre a quella di seguire un ferreo orario da negozio di alimentari - apertura ore 8, chiusura ore 20 (no festivi) - è la possibilità di assaggiare praticamente tutti i vini al bicchiere! Prospettiva ovviamente allettante, specialmente per il degustatore solitario o la coppia di bevitori, che si spiega tutta con la passione di Andrea Bertucci, il giovane ed aitante gestore che, insieme ad una nutrita compagnia di amici intenditori (dal macellaio al norcino, al fungaiolo al coltivatore di farro) non disdegna di accrescere sul campo la propria conoscenza bevendosi le bottiglie aperte. L'Osteria del Vecchio Mulino si trova facilmente arrivando da Lucca o dalla Versilia: giunti di fronte alle antiche mura di Castelunovo Garfagnana basta guardare dritti davanti a sé e l’ampio stanzone del locale ti si parerà davanti proprio da dentro le mura.

Appena entrati non si può non notare l'ampia raccolta di vini italiani ed esteri che occhieggia dagli scaffali attorno e la notevole scelta di formaggi e salumi tra cui troneggia un'immensa (almeno due metri!) mortadella di Bologna, stesa quasi al centro della stanza, pronta al taglio del coltello. L'accoglienza è delle migliori, cordiale e mai invadente, anche perché il gestore ed i suoi collaboratori sono pure impegnati con la clientela abituale che compra pane, formaggi e prodotti di gastronomia come in un qualsiasi altro negozio. Eppure questo piccolo e provinciale punto di incontro riesce a tratti a farti sentire al centro del mondo: per l’accurata scelta delle proposte gastronomiche come i salumi, i formaggi, le torte salate e dolci, le varie delicatessen, che vengono servite anche con fantasiosi accostamenti.
Il ricordo e il gusto della torta di farro (prodotto di cui la Garfagnana è uno dei maggiori produttori e di cui rivendica la tipicità tramite il marchio IGP), dei formaggi, in selezione nostrana (caprini e vaccini a latte crudo della Garfagnana) e "foresta" (dalla Valtellina alla Drome) serviti con mostarda di frutta, confetture e crema di peperoncino, dell'ottima mortadella già citata e dei salami dal mondo sono ancora vivi. In stagione non è difficile incontrare crostoni ai funghi porcini, prelibatezze queste di cui i boschi attorno sono ricchi e giustamente celebrati per la particolare qualità. Il tutto condito, oltre che dagli ottimi vini, da un prezzo non economicissimo ma comunque in linea con la qualità dei prodotti offerti.

Circa la cantina c’è di che sbizzarrirsi e l’ottima compagnia di Andrea non si farà attendere: dai vini delle Colline Lucchesi e del Montecarlo giù giù per i vari cru di Toscana, per spaziare senza troppe ovvietà al Piemonte, al Veneto, all’Alto Adige, alla Campania, alla Sicilia ed arrivare a piccole chicche da meditazione di italica provenienza (vedi lo Sciacchetrà) o estera dimora (sauternes e barsac, Tokay ungherese). Ma, su tutti, colp

In collaborazione con: Winereport