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| La strada del vino Colli di Candia e di Luni |
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I luoghi di confine hanno sempre un fascino speciale, dunque non dovrebbe sorprendere il nostro interesse per la strada del vino dei Colli di Candia e di Luni.
Ma ci troviamo in Toscana o in Liguria? Ci troviamo piuttosto a cavallo fra le due regioni, un po' di qua e un po' di là, fra la provincia di Massa e quella lingua di Liguria che si insinua fra la Toscana e il mare, in provincia di La Spezia. Il tracciato della strada inizia poco a sud di Massa, passa per Fosdinovo e si spinge fino a Pontremoli, severo e bel paese sede del premio Bancarella, e anche per l'automobilista pigro non ci sono problemi per raggiungere le zone più vocate o le aziende più interessanti. Le autostrade di riferimento sono ovviamente la A12, con le uscite di Carrara e Sarzana che fanno arrivare agevolmente negli splendidi borghi di Castelnuovo Magra e Fosdinovo, il primo ligure e il secondo toscano seppur vicinissimi tra loro, e l'autostrada della Cisa, che conduce a Pontremoli.
Il paesaggio che scandisce la strada del vino e la zona ad esso circostante sono verdissimi, fatti di colline in genere non facili, e questo implica che ricavare nuovi vigneti spesso significa enorme lavoro e grandi sacrifici in termini di fatica ed investimenti, soprattutto se pensiamo che a farli sono spesso, anzi praticamente sempre, piccoli produttori. Forse è proprio per questo, o forse questa è solo una delle ragioni, per la quale spesso ci è parso cogliere una certa vena di follia (esuberanza), ci si passi l'esagerazione, nei vignaioli di queste terre. E quasi sempre, se si cammina fra le loro vigne, o magari su qualche sentiero in mezzo ai boschi, si riesce a scorgere uno dei castelli dei Malaspina sorto a suo tempo a dominar paesaggi: Fosdinovo tra tutti, poi Massa, ora sede di "Spinofiorito", nuovissima e interessante manifestazione enologica di bella speranza.
Ma veniamo ai vini, ed eleggiamo subito il vitigno principe della zona che, perlomeno a nostro parere, si chiama Vermentino.
Esso entra da protagonista nel Candia dei Colli Apuani (assieme a piccole quantità di albarola, trebbiano toscano e malvasia) e naturalmente nel Colli di Luni Vermentino. È questa ultima doc che forse esprime le potenzialità maggiori e, comprendendo essa 15 comuni nella provincia di La Spezia e 3 nella provincia di Massa-Carrara, è da considerarsi dal punto di vista geografico prevalentemente ligure, talmente ligure che anche i vignaioli toscani si sentono tali. Qui ci troviamo nella Riviera Ligure di Levante ed i terreni interessati dalle viti sono quelli calcarei del basso corso del Magra e del Vara. Furono gli Etruschi a coltivare i vigneti per primi, poi lasciati alle cure dei Romani che nei pressi dei loro celebri insediamenti producevano il Lunense. Molto tempo è passato e tante stagioni, belle e brutte, hanno attraversato le viti e le uve di questi luoghi, e vi furono periodi in cui molte terre vennero abbandonate, fino a tempi recenti in cui il crescente interesse commerciale per i vini delle vicine Cinque Terre ha di nuovo portato la passione verso il patrimonio dei Colli di Luni, che da sempre è costellato di vini bianchi di ottima fattura, in grado spesso di competere con i Vermentini della costa ligure di Ponente.
Il Colli di Luni Rosso è attualmente una denominazione più debole, anche perché il sangiovese raramente ha prodotto risultati degni di onori in termini di potenza e concentrazione, senza i quali si può restare spesso delusi. È necessario quindi battere altre strade, cercare altri stili, soprattutto sperimentare vitigni complementari, internazionali ed autoctoni, oltre ai consueti canaiolo e ciliegiolo: in tal modo la strada verso i nuovi rossi di Luni diventerà più importante e vi potrà dimorare la nuova scommessa per il futuro ch
In collaborazione con: Winereport
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