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Il Palio di Siena

"Quando poi sono i giorni del Palio, tutto ciò esplode universalmente in una forma che, a chi non sia del luogo e non vi abbia dimorato, appare inconcepibile" Mario Luzi

Le origini del più famoso Palio del mondo risalgono al XII secolo, quando era costume organizzare una corsa in onore di S. Bonifazio, patrono di uno delle più antiche Cattedrali senesi. Ma è solo nel Cinquecento che il Palio di Siena comincia a prendere la forma che ha ancora oggi, con i due appuntamenti di luglio e agosto e il protagonismo delle contrade.

Le contrade
Chiocciola, Giraffa, Drago, Onda: già Orlando Malavolti, nella sua storia di Siena del 1599 pubblica una ventina di nomi di contrade. La loro origine è certamente territoriale e aggregativa: il Palio di Siena è l'espressione più chiara del tentativo degli abitanti di una stessa contrada di opporsi agli abitanti delle altre rivendicando una sorta di sovranità interna alla città. Oggi le contrade di Siena sono 17, divise per terzi dell'area cittadina:

  • Terzo di Città: Aquila, Chiocciola, Onda, Pantera, Selva, Tartuca

  • Terzo di S.Martino: Civetta, Leocorno, Nicchio, Torre, Valdimontone


  • Terzo di Camollìa: Bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa, Oca
Prima della corsa
Il Palio di Siena è un vero e proprio rito, scandito da una serie di appuntamenti fissi che restituiscono ogni volta l'antica magia. Quattro giorni prima si svolge la "tratta", ovvero il sorteggio dei dieci cavalli per le dieci contrade partecipanti. Nel frattempo il meraviglioso scenario naturale di Piazza del Campo viene attrezzato con gradinate di legno e chiuso entro uno steccato, mentre l'anello di pietra serena lungo 333 metri viene coperto da un denso strato di terra gialla.
Un lungo corteo porta in omaggio un grosso cero istoriato alla Madonna di Provenzano (per il Palio di luglio) o in Duomo all'Assunta (per il Palio di agosto). Insieme al cero viene trasportato il Palio (dal latino "pallium", manto) ovvero un drappo di stoffa pregiata, premio simbolico della lunga corsa.

Il corteo storico
Il giorno del Palio, nelle primissime ore del pomeriggio, al rintocco del campanile della Torre del Mangia, si dà inizio a quella che i Senesi chiamano confidenzialmente la "passeggiata storica": una sfilata di comparse medievali che indossano costumi tradizionali gelosamente custoditi nei musei locali. Accompagnati e incoraggiati dalle ampie sbandierate degli alfieri e dal suono finale della martinella, cavalli e fantini possono finalmente entrare nell'Entrone: la corsa sta per cominciare.

La corsa

Il grande protagonista della corsa è il cavallo, che può vincere anche "scosso", ovvero senza il fantino in sella, e che in autunno festeggerà la vittoria seduto a capotavola all'imbandigione finale. Il percorso prevede tre giri sull'anello di Piazza del Campo, per un totale di un chilometro. Ma la corsa non sarebbe tanto emozionante se non fosse preparata e avviata da gesti antichi e rituali: il verrocchio che tende il cànape, il fantino che decide di partire e il mossiere che dà il via sono solo alcuni dei passaggi che danno il "la" a questa eccitante gara. Allo spettatore non resta che farsi travolgere dalla eccitante bagarre che si ripete ogni anno con la stessa, straordinaria energia.
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