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| In Toscana come una volta |
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Delizie Slow Food
Puntando a sud, in direzione Montespertoli, in un quarto d’ora si arriva a Poppiano, percorrendo la Strada del Vino che si snoda tra le colline. Un indirizzo per rifornirsi di olio eccellente e ottime etichette è il Castello di Poppiano-Guicciardini. Si riprende la strada verso Castelfiorentino, si attraversano colline e piccoli paesi, fino a Barbialla. Qui, fra San Miniato e Montaione c’è Barbialla Nuova, la proprietà di 510 ettari ereditata da Guido Manfredi Rasponi dalle Teste, bocconiano, e gli amici Gianluca Giannini, e Marco Pinarelli, tutti e tre con il pallino del biologico. Hanno ristrutturato due casali e una villa fra le colline con 15 chilometri di sentieri mappati, utilizzando solo materiali naturali e locali, sugheri, pietra, legno e vernici all’acqua. La tenuta è composta da 250 ettari di bosco mentre i restanti, a pascoli e coltivi biologici a cereali, sono destinati alle vacche chianine brade. Con la liberalizzazione della bistecca alla fiorentina, infatti, si è dato il via alla vendita diretta di carne, con certificazione biologica e Indicazione Geografica Protetta. Oltre a olio extravergine d’oliva e miele biologico, in autunno si acquistano i tartufi bianchi di cui sono ricchi i boschi dell’azienda: ai piedi di querce, lecci e gàtteri – i pioppi bianchi di queste parti – li scova un anziano esperto. E, se si vuole, si può andare in cerca insieme con lui. Facendo rotta verso nord, l’occhio spazia sui campi ai piedi del Castello di Barbialla, con la corona delle Apuane sullo sfondo e la sagoma di San Miniato, con il cocuzzolo coronato di torri, a 11 chilometri. Un paese prezioso, di chiese romaniche e campanili, il Palazzo del Seminario affrescato, le piazze e i vicoli di città contadina e aristocratica che tenne testa a papa e imperatore e oggi offre scorci impagabili sulla pianura e acquisti gastronomici d’eccezione presso la Norcineria Sergio Falaschi: spuma di gota, lonzino al Vin Santo, salame al vino, soppressata agli agrumi, mallegato, ossia sanguinaccio, dichiarato Presidio, cioè alimento da proteggere e valorizzare, dall’associazione Slow Food. Si pranza al creativo Pepenero (via IV Novembre 13, tel. 0571.41.95.23, www.pepenerocucina.it, chiuso mar.), nelle cisterne di un palazzo medievale, dove si gusta il risotto coi carciofi.
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