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| Sui sentieri della Maremma |
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L’anno scorso per la prima volta la Toscana ha aderito al Walking Festival, manifestazione internazionale che, in versione locale, da aprile a ottobre propone percorsi nei sei parchi della regione (www.tuscanywalkingfestival.it). E la Maremma in particolare – uno dei territori meno abitati – ha fatto molto di più, avviando il recupero delle Vie per le acque, sistema di vecchi sentieri lungo canali e torrenti, il primo dei quali già percorribile. Si chiama La Fonte Leopoldina e la Stellata il primo itinerario del progetto, a cura del Comune di Manciano, fra centri abitati, poderi e strade romane come la via Clodia. I tracciati che erano stati dimenticati, spesso chiusi o nascosti dalla vegetazione spontanea, sono stati ripuliti e mappati. Camminando si osserva la natura e si percorre anche la storia: per esempio, fra la cava di Santa Fiora e quella della Pietra Dorata ci sono numerose grotte, e proprio in una di queste si rifugiò, alla fine dell’Ottocento, il fuorilegge Tiburzi. Perfetto per il trekking anche il secondo sentiero, che parte da Pomonte, vicino a Scansano, e ci ritorna con un percorso circolare di 13 chilometri che attraversa anche l’etrusco Ghiaccio Forte, di grande interesse archeologico (altre info e altri trekking su www.comune.scansano.gr.it/sentieri/sentieri.htm). Il terzo, da Manciano a Capalbio, è un po’ più lungo: circa 18 chilometri, tocca i piccoli bacini del Lago Scuro e del Lago Acquato, attraversa la fitta macchia di Monteti (info: www.provincia.grosseto.it/turismo/escursioni) e si può fare a piedi e a cavallo, ma l’ideale è in mountain bike. Il consiglio è di prendere una guida che possa indicare il percorso, non sempre ben segnalato, e raccontarne ogni dettaglio (per informazioni: Irene Belli, guida ambientale escursionistica, esperta in archeologia e storia del territorio: cell. 347.08.19.484).
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